giovedì 1 marzo 2018

La fase del NO



La fase del “no”Perché la “fase del no” per gli psicologi è una fase molto importante nello sviluppo del bambino? Se noi potessimo chiedere a un bambino prima della fase del no: «Ma tu chi sei? Chi senti di essere?», se un bambino fosse in grado di rispondere forse ci risponderebbe con un’affermazione del tipo: «Io sono una specie di tutt’uno con la mamma. Io e la mamma siamo una roba sola», che è un
tipo di risposta che ha un senso nella fase evolutiva di crescita, di inizio di percezione di sé, di chi si ha davanti, da parte del bambino.
Ma questa percezione deve cambiare, deve evolversi, perché se mi rispondesse così a vent’anni saremmo in presenza di un segnale grave, un segnale che insieme ad altri potrebbe far venire anche cattivi pensieri, tipo psicosi o altro.

Una volta si diceva che per educare bene un bambino bisogna iniziare da quando nasce suo nonno; oggi si dice che per fare una buona psicosi ci vogliono almeno tre generazioni, lo dicono le scuole di terapia. Quindi quando queste percezioni di sé non percorrono i passaggi evolutivi sani, rischiano di mantenere queste deformazioni.
Il bambino nel momento in cui entra nella fase del no è come se comunicasse, segnalasse, che lui si sta percependo diverso dalla mamma e dal papà e da tutto quello che ha davanti e questo è molto importante,  perché se mi percepisco diverso: «Mi percepisco un “io” diverso da te, mamma», e dopo un po’, quando questo l’ho capito, entro in un’altra fase dell’età: la fase dell’Edipo. È il bimbo che dice: «Mamma, vero che mi aspetti quando divento grande, e ci sposiamo?», e va bene perché il bambino comincia a scoprirsi diverso dalla mamma, comincia a osservare il comportamento del papà, a identificarsi un pochino nel papà, e quindi è una percezione di sé fondamentale.
Quindi la fase del no è molto buona nello sviluppo del bambino purché non si ripeta in altra modalità nell’adolescenza, dove l’età della trasgressione, l’età del protagonismo sociale, cambia la propria vita, ma questa è un’altra storia.
(tratto dalla relazione Le parole più usate nelle relazioni intra-familiari: sono sempre utili? del 26 aprile 2017, del Prof. Flavio Crestanello, psicologo e psicoterapeuta, presso l'Associazione di volontariato Chicercatrova - Torino, C.so Peschiera, 192/a).

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