giovedì 2 settembre 2021

NEWS E CULTURA

L’estate ci sta salutando e noi ci stiamo organizzando per riaprire la sede di Via Pragelato 24/D: sarà una grande gioia ritrovarci insieme. Naturalmente Covid permettendo e con tutte le cautele necessarie.

Nell’attesa, poiché pensiamo che siate d’accordo che un po’ di cultura non ci faccia male, proponiamo alla nostra riflessione un riassunto di Delitto e Castigo di Fëdor Dostoevskij.

"Raskòl'nikov è un giovane studente ossessionato dall'idea della libertà assoluta, cui ha diritto, secondo lui, l'uomo superiore, al quale tutto è lecito. Si convince così che per uscire dalla miseria in cui vive è giusto uccidere l'usuraia Aljona, essere inferiore, che sfrutta la disperazione altrui e la cui esistenza è del tutto inutile. Riesce a realizzare il suo piano criminale, ma è costretto ad uccidere anche la mite Lizavèta, sorella della vittima.

Sfida la polizia, nella figura dell'implacabile giudice Porfirij, convinto della sua colpevolezza, quasi a voler provare la propria superiorità. Presto l'esaltazione cede all'angoscia e il tormento spirituale non gli permette di essere libero come pensava. Comincia a frequentare i più miserabili ambienti di Pietroburgo, dove incontra autentici relitti umani, che si rivelano però ricchi di umanità.

Incontra l'ubriacone Marmeladov e sua figlia Sonja, una creatura pura nonostante sia costretta a prostituirsi per sostenere la famiglia. Di fronte alla morale evangelica del sacrificio e alla legge dell'amore che Sonja gli propone, crolla definitivamente la fede che Raskòl'nikov nutriva in se stesso. Con lei trova il coraggio di confessarsi e di costituirsi.

In Siberia dove Sonja gli resta accanto, Raskòl'nikov comprende che solo attraverso il castigo e la sofferenza riuscirà a liberarsi del senso di colpa e a trovare quella libertà tanto cercata, raggiungibile solo attraverso l'amore e la disponibilità verso il prossimo.

Fonte: Wuz.it"

(tratto da: www.libraccio.it, in data 2 settembre 2021)

martedì 9 marzo 2021

Nuovi Gruppi

Avrete notato che da un po' di tempo, forse proprio "grazie" al Covid, sono aumentati i nostri incontri: sono nati da qualche mese quattro gruppi online che toccano varie situazioni di vita. Ciascuno si caratterizza per qualche specificità. Eccoli:
- I sentieri del benessere, gruppo guidato dal dott. Giovanni Callegari, psicoanalista e psicoterapeuta: sono camminate per sentieri metaforici che ci conducono a rientrare in noi stessi ed a comunicare  con i partecipanti, dialogando;
- Cucinare insiemeuna cucina familiare, piena di amore e di "segreti della cucina", a cura di Maria Vittoria Dell'Erba, cuoca eccezionale! Naturalmente anche questo gruppo è caratterizzato dal dialogo in cui ciascuno può presentare agli altri - possono partecipare anche i maschietti - i suoi piatti forti, oppure ci si dà chiarimenti a vicenda su come cucinare meglio;
- Incontro con i Santi, guidato dalla prof. Carla Davico: qui ognuno a turno, presenta un Santo o un Beato a sua scelta. Ne nasce un arricchimento vicendevole di vita;
. Studiamo la Bibbia, gruppo di studio guidato da Lucia e Angela Silvestri, attualmente sul  testo "Dio si racconta" del diacono dott. Paolo De Martino. Questi approfondimenti sono interessantissimi perché danno chiavi di lettura per accostare l' Antico e il Nuovo Testamento, biblioteche che hanno millenni di vita e quindi usano linguaggi molto diversi dal nostro. 
Continua pure Insieme per leggere, gruppo di lettura guidato dal team di Chicercatrova ed in particolare dalla psicologa dott.ssa Francesca Sordella. Sono pagine, articoli, poesie su cui dialogare. Stiamo attualmente finendo il libro "Il gabbiano Jonathan Livingston" di Richard Bach, una lettura ricca di spunti interessanti per la vita. 

Inutile dire che siete tutti invitati ad intervenire! Troverete i programmi sul sito https://www.chicercatrovaonline.it.

sabato 6 marzo 2021

Pace

Come prisma
ha tante facce la violenza:
sottile, astuta e falsa
può ferir l'amato,
bruta e bestiale
può spegnere la vita dell'amata.
Nasce da cuore
che non sa dimenticare
che non perdona,
che dall’odio è reso cieco.

Con l'amabil forza che vive nel profondo,
tu la puoi trasformare in un secondo
in dolce comprensione
del tuo partner,
oppur di protezione
del mistero di una vita umana
quasi come natura vuol
che il forte il debole sorregga.

O uomo, tu lo sai,
un tempo assai lontano
quando appena ti eri eretto sui due piedi
uccidevi per sopravvivenza,
adesso uccidi per la convivenza.


venerdì 9 ottobre 2020

Abbi cura

Cresce la febbre del Covid
giro per strade affollate:
una mascherina  giace sul marciapiede
e mi stringe il cuore.

Perché una mascherina
non copre quei volti
noncuranti  e spavaldi
quasi stessimo ballando
su un nuovo Titanic?

Sorella,
Fratello,
Abbi cura di te,
Abbi cura di me,
Abbi cura di tutti.

E copriti anche il naso.

(9 settembre 2020 © inedita)

giovedì 8 ottobre 2020

Stop alla violenza

Recentemente anhe noi, come tante altre donne, abbiamo ricevuto un messaggio di violenza verbale, e per di più al femminile (mentre Chicercatrova Odv è anche composta di maschietti).
Naturalmte non riteniamo opportuno né osiamo mettere la foto del messaggio.
Come tante altre donne e uomini, sia ben chiaro, diciamo                                                                   STOP alla violenza!
Non è degna degli umani, non è degna di nessuna nazione, perché tutti gli umani Asono uguali.

giovedì 4 ottobre 2018

Dalla comunicazione alla relazione - 1


La comunicazione e la relazione sono come in un cerchio dove la relazione influenza la comunicazione e viceversa.
Se con una persona si vive una relazione più stretta si comunica in un certo modo, si comunicano certe cose; con una persona con cui c’è una relazione più distaccata, più formale, si comunica in un altro modo.
Quindi la relazione genera una comunicazione, ma la comunicazione genera una relazione. Non è un cerchio chiuso, ma un cerchio che comincia dalla comunicazione e non dalla relazione. Se voglio modificare questo cerchio devo iniziare a modificare la comunicazione. Se a un ragazzo piace una ragazza, e vuole tentare di conquistarla, deve cambiare la comunicazione: incomincia a parlarle più frequentemente, a comunicare cose più profonde di sé ed ecco che, se l’altra parte ci sta, la relazione cambia. La comunicazione ha fatto cambiare la relazione. C’è un vicino di casa un po’ invadente; per cambiare la relazione con lui e tenerlo un pochino più distante, bisogna cambiare la comunicazione! Si comincia a comunicare in maniera più ridotta come quantità, come frequenza, e più superficiale come contenuto. Un po’ alla volta l’altro capisce.
Voglio cambiare la relazione, cambio la comunicazione. Dietro la comunicazione c’è un progetto, ma alla fine si traduce in relazione: comunichi in un certo modo, comunichi certi contenuti, ed ecco che la relazione cambia.
Il punto di partenza, da cui viene la relazione, è la comunicazione. Pensiamo a come cambia la comunicazione nell’evolversi di cinquant’anni e forse anche di più all’interno di una coppia! E come la comunicazione rilevata ad un dato momento della vita di quella coppia è profondamente significativa della relazione. Quando una coppia arriva a dire: “Non abbiamo più niente da dirci!”, significa che la relazione interessa molto meno; c’è differenza rispetto alla coppia che parla poco ma è affiatata, che comunica anche in silenzio. È diverso il silenzio di certe coppie dal silenzio di altre coppie.
Uno dei principi della comunicazione è “non si può non comunicare“, quindi anche il silenzio comunica. Comunicazione e relazione sono quindi in rapporto tra di loro ma la comunicazione è l’elemento che genera il tutto.
La comunicazione ha due elementi: uno di contenuto e l’altro di relazione.
Contenuto è: “che cosa dico”.
Relazione invece è: “che cosa stabilisco tra noi due”.
Testo tratto da una relazione del prof. E. Risatti tenuta presso il centro Chicercatrova di Torino)

martedì 25 settembre 2018

Psicologia: un approccio

Ecco uno schema di uomo che serve per indicare alcune cose:
Corpo – Sensibilità – Intelligenza – Volontà – Capacità Profonde – 
Relazioni fondamentali – Senso della propria vita – …………….
E’ una piramide con una serie di livelli di profondità che al fondo è rimasta aperta, continua… perché nessuno è mai arrivato fino al fondo dell’uomo, non potremo mai dire: «Questo è il fondo, più giù di così non si può andare».
L’elemento più superficiale è il corpo, poi man mano… , tutti sappiamo cos’è la sensibilità: è dove uno sente la gioia, le sofferenze, la paura, l’ansia, il desiderio, la speranza, tutte le varie emozioni. Poi abbiamo l’intelligenza: anche questa, grosso modo, sappiamo che cos’è. Dell’intelligenza e della volontà vedremo le caratteristiche. Poi abbiamo le capacità profonde. La più famosa delle capacità profonde è la capacità di amare, e quindi si comprende che cosa sono; ma c’è anche il senso della giustizia, il gusto della verità, la ricerca della libertà, e così via, sono tutte realtà profonde. Poi abbiamo le relazioni fondamentali che sono molto poche nella vita e scoprirle è un lavoro, non si scoprono per caso. E alla fine abbiamo il senso della propria vita: «Che ci stai a fare a questo mondo?»
  

lunedì 24 settembre 2018

Il tema della psicologia del vissuto religioso è molto ampio. Riguarda tutta la gestione che facciamo del rapporto con Dio. Il mezzo che noi usiamo per rapportarci con Dio è la nostra psiche, e questo influenza il nostro rapporto.
Se io ho un rapporto con una persona solo attraverso internet, solo con una chat, il telefono, per lettera, il mezzo che utilizzo per relazionarmi con quella persona influenza il rapporto con quella persona.

Noi ci rapportiamo con Dio attraverso la nostra psiche. I funzionamenti e le caratteristiche della nostra psiche influenzano il rapporto con Dio e gli danno determinate caratteristiche, alcune comuni a tutti gli uomini, altre proprie di una singola persona che ha una psiche con la sua caratteristica e la gestisce in un certo modo. La nostra psiche è composta da diversi elementi: l’intelligenza, con sette, otto, nove (seconda degli autori) capacità diverse che chiamiamo genericamente intelligenza; la sensibilità, anche qui con caratteristiche diverse, ad esempio l’emotività e altro. Poi c’è la volontà, che racchiude diversi tipi di volontà. Ognuno di noi ha una certa quantità di ognuno di questi elementi, poi occorre considerare la gestione che si fa di questi elementi, il che ci rende diversi. Dunque noi abbiamo un modo di rapportarci con Dio condizionato dalle nostre caratteristiche psichiche. Come la nostra psiche condiziona il rapporto con Dio? Innanzitutto c’è il concetto di Dio per cui Dio è in alto, su nel cielo. Questa visione di Dio “in alto” è comune a tutte le culture. Pensate all’Olimpo per i greci, alle montagne sacre di ogni religione, su in alto. Perché le espressioni: “Dio in alto nei cieli”, “gloria a Dio nell’alto dei cieli”, cos’è questo cielo dove c’è Dio? Perché Dio deve abitare in cielo e non sulla Terra che sarebbe molto più logico e naturale? Questa nostra idea di Dio che è in cielo, viene dalla nostra esperienza concreta della gravità terrestre, del peso delle cose, che tradotto in termini molto concreti dice che chi sta sopra ha un vantaggio rispetto a chi sta sotto. Quando due fanno la lotta, chi sta sopra è avvantaggiato rispetto a chi sta sotto. Oppure quando si doveva assalire una città, con un castello circondato da mura, chi era dentro, sopra le mura, era avvantaggiato rispetto a chi era sotto. Dunque chi sta in alto ha dei vantaggi rispetto a chi sta sotto, e questo vale in tutti i campi. Quando si parla di gerarchia, si dice: «Quella è una persona in alto», cosa vuol dire ‘in alto’? Cammina sullo stesso pavimento su cui camminiamo noi, ma risponde a questo! Le alte gerarchie, gli alti comandi, c’è sempre questa idea dell’alto; una volta la esprimevano anche proprio materialmente: il re aveva un gradino sotto il trono, era più in alto, per far vedere questa superiorità stava in alto.
Proiettiamo questo su Dio, e se un re è in alto di un metro, Dio quanto è in alto? Va a finire su che più in alto non si può. Ma naturalmente questo non vuol dire che Dio è tra la Terra e la Luna, o più in alto ancora, ma esprime solo questa nostra idea che viene dalla nostra psiche di attribuire importanza a chi sta sopra, in alto, allora 
diciamo che Dio è in alto. C’è poi questa immagine che per i cristiani è Dio Padre, che corrisponde al Dio delle altre religioni; il Dio dei mussulmani, Allah, corrisponde a Dio Padre; il Dio dell’Antico Testamento corrisponde a Dio Padre.
(Vai al succcessivo. Testo tratto da una relazione del prof. E. Risatti tenuta presso il centro Chicercatrova di Torino).

Chi cerca, trova il suo centro

Spesso una dose di buona comunicazione mescolata con un pizzico di psicologia ci aiuta a vivere relazioni positive in famiglia, sul lavoro, con gli amici, in pubblico … anche sulla Rete. Il tutto va condito abbondantemente di spiritualità.
Psicologia, comunicazione spiritualità sono quindi tre “ingredienti” molto utili per vivere meglio, con se stessi e con gli altri.

sabato 8 settembre 2018

Razze o razza?

Razza. Raggruppamento di individui che presentano un insieme di caratteri fisici ereditari comuni. Nel caso dell’uomo, tali caratteri si riferiscono a caratteristiche somatiche (colore della pelle, tipo di capelli, forma del viso, del naso, degli occhi ecc.), indipendentemente da nazionalità, lingua, costumi, ma il concetto di razza umana è considerato destituito di validità scientifica, dacché l’antropologia fisica e l’evoluzionismo hanno dimostrato che non esistono gruppi razziali fissi o discontinui. Al contrario, i gruppi

NEWS E CULTURA

L’estate ci sta salutando e noi ci stiamo organizzando per riaprire la sede di Via Pragelato 24/D: sarà una grande gioia ritrovarci insieme....