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martedì 25 settembre 2018

Psicologia: un approccio


Ecco uno schema di uomo che serve per indicare alcune cose:
Corpo – Sensibilità – Intelligenza – Volontà – Capacità Profonde – 
Relazioni fondamentali – Senso della propria vita – …………….
E’ una piramide con una serie di livelli di profondità che al fondo è rimasta aperta, continua… perché nessuno è mai arrivato fino al fondo dell’uomo, non potremo mai dire: «Questo è il fondo, più giù di così non si può andare».
L’elemento più superficiale è il corpo, poi man mano… , tutti sappiamo cos’è la sensibilità: è dove uno sente la gioia, le sofferenze, la paura, l’ansia, il desiderio, la speranza, tutte le varie emozioni. Poi abbiamo l’intelligenza: anche questa, grosso modo, sappiamo che cos’è. Dell’intelligenza e della volontà vedremo le caratteristiche. Poi abbiamo le capacità profonde. La più famosa delle capacità profonde è la capacità di amare, e quindi si comprende che cosa sono; ma c’è anche il senso della giustizia, il gusto della verità, la ricerca della libertà, e così via, sono tutte realtà profonde. Poi abbiamo le relazioni fondamentali che sono molto poche nella vita e scoprirle è un lavoro, non si scoprono per caso. E alla fine abbiamo il senso della propria vita: «Che ci stai a fare a questo mondo?»
  

lunedì 24 settembre 2018



Il tema della psicologia del vissuto religioso è molto ampio. Riguarda tutta la gestione che facciamo del rapporto con Dio. 
Il mezzo che noi usiamo per rapportarci con Dio è la nostra psiche, e questo influenza il nostro rapporto.
Se io ho un rapporto con una persona solo attraverso internet, solo con una chat, il telefono, per lettera, il mezzo che utilizzo per relazionarmi con quella persona influenza il rapporto con quella persona.

Noi ci rapportiamo con Dio attraverso la nostra psiche. I funzionamenti e le caratteristiche della nostra psiche influenzano il rapporto con Dio e gli danno determinate caratteristiche, alcune comuni a tutti gli uomini, altre proprie di una singola persona che ha una psiche con la sua caratteristica e la gestisce in un certo modo. La nostra psiche è composta da diversi elementi: l’intelligenza, con sette, otto, nove (seconda degli autori) capacità diverse che chiamiamo genericamente intelligenza; la sensibilità, anche qui con caratteristiche diverse, ad esempio l’emotività e altro. Poi c’è la volontà, che racchiude diversi tipi di volontà. Ognuno di noi ha una certa quantità di ognuno di questi elementi, poi occorre considerare la gestione che si fa di questi elementi, il che ci rende diversi. Dunque noi abbiamo un modo di rapportarci con Dio condizionato dalle nostre caratteristiche psichiche. Come la nostra psiche condiziona il rapporto con Dio? Innanzitutto c’è il concetto di Dio per cui Dio è in alto, su nel cielo. Questa visione di Dio “in alto” è comune a tutte le culture. Pensate all’Olimpo per i greci, alle montagne sacre di ogni religione, su in alto. Perché le espressioni: “Dio in alto nei cieli”, “gloria a Dio nell’alto dei cieli”, cos’è questo cielo dove c’è Dio? Perché Dio deve abitare in cielo e non sulla Terra che sarebbe molto più logico e naturale? Questa nostra idea di Dio che è in cielo, viene dalla nostra esperienza concreta della gravità terrestre, del peso delle cose, che tradotto in termini molto concreti dice che chi sta sopra ha un vantaggio rispetto a chi sta sotto. Quando due fanno la lotta, chi sta sopra è avvantaggiato rispetto a chi sta sotto. Oppure quando si doveva assalire una città, con un castello circondato da mura, chi era dentro, sopra le mura, era avvantaggiato rispetto a chi era sotto. Dunque chi sta in alto ha dei vantaggi rispetto a chi sta sotto, e questo vale in tutti i campi. Quando si parla di gerarchia, si dice: «Quella è una persona in alto», cosa vuol dire ‘in alto’? Cammina sullo stesso pavimento su cui camminiamo noi, ma risponde a questo! Le alte gerarchie, gli alti comandi, c’è sempre questa idea dell’alto; una volta la esprimevano anche proprio materialmente: il re aveva un gradino sotto il trono, era più in alto, per far vedere questa superiorità stava in alto.
Proiettiamo questo su Dio, e se un re è in alto di un metro, Dio quanto è in alto? Va a finire su che più in alto non si può. Ma naturalmente questo non vuol dire che Dio è tra la Terra e la Luna, o più in alto ancora, ma esprime solo questa nostra idea che viene dalla nostra psiche di attribuire importanza a chi sta sopra, in alto, allora 
diciamo che Dio è in alto. C’è poi questa immagine che per i cristiani è Dio Padre, che corrisponde al Dio delle altre religioni; il Dio dei mussulmani, Allah, corrisponde a Dio Padre; il Dio dell’Antico Testamento corrisponde a Dio Padre.
(Vai al succcessivo. Testo tratto da una relazione del prof. E. Risatti tenuta presso il centro Chicercatrova di Torino).

Chi cerca, trova il suo centro




Spesso una dose di buona comunicazione mescolata con un pizzico di psicologia ci aiuta a vivere relazioni positive in famiglia, sul lavoro, con gli amici, in pubblico … anche sulla Rete. Il tutto va condito abbondantemente di spiritualità.
Psicologia, comunicazione spiritualità sono quindi tre “ingredienti” molto utili per vivere meglio, con se stessi e con gli altri.

giovedì 1 marzo 2018

La fase del NO



La fase del “no”Perché la “fase del no” per gli psicologi è una fase molto importante nello sviluppo del bambino? Se noi potessimo chiedere a un bambino prima della fase del no: «Ma tu chi sei? Chi senti di essere?», se un bambino fosse in grado di rispondere forse ci risponderebbe con un’affermazione del tipo: «Io sono una specie di tutt’uno con la mamma. Io e la mamma siamo una roba sola», che è un

sabato 24 febbraio 2018

La parola "NO"



La parola “no” è una parola che siamo abituati ad ascoltare fin da piccoli. Quali sono i no? «Non mettere le dita lì, che c’è la corrente» - «Non camminare male che cadi» - «Non mandar giù bocconi grossi che ti vanno di traverso» - «Non metterti le dita nel naso» - «Non andarti a schiantare in moto» - «Non farti le canne», e via di questo passo.

sabato 17 febbraio 2018

Che cosa è il dialogo?


Il dialogo è condividere all’altro qualcosa di personale, qualcosa di interiore. Non è semplicemente o soltanto “dove sono nato” e “che cosa ho fatto”, ma è “come ho vissuto”, “cosa ho provato”, “che cosa è successo”, “in che modo quello che è successo mi ha fatto capire, mi ha interpellato, mi ha provocato”, e tutto questo narrato ad un “tu” che mi ascolta, che mi fa spazio. E, passo successivo: dialogo- ascolto, restituire al “tu” l’ascolto, fare spazio alla sua reazione e questo non è sempre facile, questo va costruito. Diceva un

venerdì 19 gennaio 2018

Diversi livelli di pace - 3


Abbiamo ancora un livello più profondo di pace, che è un “livello di gioia”. La pace  è l’aspetto che assume la gioia ai livelli più profondi. Cosa vuol dire livelli di gioia?
Man mano che scendiamo a gioie più profonde, ecco che noi vediamo come la gioia diventa più stabile:  c’è questa gioia che man mano che diventa più profonda, diventa più lenta nella crescita e più lenta nello svanire. Ai livelli più profondi dell’essere di una persona, la gioia assume il nome di “pace”. I livelli più profondi della gioia dentro la persona hanno questa caratteristica, hanno questo sapore, hanno questa sensazione di pace! E diventano una realtà costante, di stato permanente. Man mano che si scende in profondità, quando si arriva molto profondo, la gioia prende questa caratteristica di pace.

Tanto per dare un’idea della profondità di questa sensazione, è che arriva fin sotto ogni sensazione di sofferenza e di dolore. Immaginate l’uomo come una sfera, con una spaccatura che è il dolore; questa spaccatura arriva giù molto profondo, ma non arriva fino in fondo perché se no l’uomo sarebbe morto. L’uomo è ferito, non è morto. L’uomo è una realtà bella, meravigliosa, stupenda, uscita dalle mani di Dio come un capolavoro, con una ferita dentro di sé: non morto, ma ferito! Questa ferita può arrivare profondamente, può arrivare giù: ci sono delle sofferenze che sono molto profonde, veramente. Ma nessuna sofferenza arriva a toccare il fondo, nessuna sofferenza arriva dall’altra parte.
Non è così semplice arrivarci, ma teoricamente, al di là di ogni sofferenza, uno può essere nella pace. 


(dalla relazione “La pace: benessere dentro di sé” svolta dal prof. Ezio Risatti presso l’Associazione di volontariato Chicercatrova onlus – Torino).

Creatività

L' invenzion e in campo letterario si presenta come un insieme armonico di intelligenza   e sensibilit à, in cui gioca un ruolo importan...