Può
una malattia grave rendere le persone più “cattive”? E quanto la “cattiveria”,
del paziente o dei familiari, può influire ed ostacolare i percorsi di cura?
Secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli, che non ama il termine
“cattiveria” perché “la psichiatria e la psicologia devono cercare di capire,
non di giudicare”, bisogna comprendere “il vissuto del paziente quando
viene a sapere che l’unica sua attesa è quella della morte”.
martedì 21 agosto 2018
martedì 24 aprile 2018
venerdì 13 aprile 2018
Comunione col Mistero
giovedì 1 marzo 2018
La fase del NO
La fase del “no”Perché la “fase del no” per gli psicologi è
una fase molto importante nello sviluppo del bambino? Se noi potessimo chiedere
a un bambino prima della fase del no: «Ma tu chi sei? Chi senti di essere?», se un bambino fosse in
grado di rispondere forse ci risponderebbe con un’affermazione del tipo: «Io
sono una specie di tutt’uno con la mamma. Io e la mamma siamo una roba sola»,
che è un
sabato 24 febbraio 2018
La parola "NO"
sabato 17 febbraio 2018
Che cosa è il dialogo?
Il dialogo è condividere
all’altro qualcosa di personale, qualcosa di interiore. Non è semplicemente o
soltanto “dove sono nato” e “che cosa ho fatto”, ma è “come ho vissuto”, “cosa ho provato”, “che cosa è
successo”, “in che modo quello che è successo mi ha fatto capire, mi ha interpellato, mi ha
provocato”, e tutto questo narrato ad un “tu” che mi ascolta, che mi fa spazio.
E, passo successivo: dialogo- ascolto,
restituire al “tu” l’ascolto, fare spazio alla sua reazione e questo non è
sempre facile, questo va costruito. Diceva
un
venerdì 19 gennaio 2018
Diversi livelli di pace - 3
Man mano che scendiamo a gioie più profonde, ecco che noi vediamo come la gioia diventa più stabile: c’è questa gioia che man mano che diventa più profonda, diventa più lenta nella crescita e più lenta nello svanire. Ai livelli più profondi dell’essere di una persona, la gioia assume il nome di “pace”. I livelli più profondi della gioia dentro la persona hanno questa caratteristica, hanno questo sapore, hanno questa sensazione di pace! E diventano una realtà costante, di stato permanente. Man mano che si scende in profondità, quando si arriva molto profondo, la gioia prende questa caratteristica di pace.
Tanto per dare un’idea
della profondità di questa sensazione, è che arriva fin sotto ogni sensazione
di sofferenza e di dolore. Immaginate l’uomo come una
sfera, con una
spaccatura che è il dolore; questa spaccatura arriva giù molto profondo, ma non
arriva fino in fondo perché se no l’uomo sarebbe morto. L’uomo è ferito,
non è morto. L’uomo è una realtà bella, meravigliosa, stupenda, uscita dalle
mani di Dio come un capolavoro, con una ferita dentro di sé: non morto, ma
ferito! Questa ferita può arrivare profondamente, può arrivare giù: ci sono
delle sofferenze che sono molto profonde, veramente. Ma nessuna sofferenza
arriva a toccare il fondo, nessuna sofferenza arriva dall’altra parte.
Non è così semplice arrivarci, ma teoricamente, al di là di ogni sofferenza, uno può essere nella
pace. (dalla relazione “La pace: benessere dentro di sé” svolta dal prof. Ezio Risatti presso l’Associazione di volontariato Chicercatrova onlus – Torino).
giovedì 11 gennaio 2018
Che cercate?
Cercare indica qualcosa: si cerca qualcosa che non si ha. Il cercare è tipico dell’uomo che è fatto per un di più che non ha ancora, l’uomo cerca sempre di più, non è mai contento, è fatto per l’infinito, è desiderio, è il desiderio che cerca.
È importante sapere cosa cerchiamo. Ogni nostro agire è mosso da un cercare qualcosa, a meno che si stia fuggendo, allora non è un agire, ma un fuggire e normalmente il nostro agire non è un agire, è piuttosto un fuggire, una reazione, non un’azione. (www.gesuiti-villapizzone.it)
È importante sapere cosa cerchiamo. Ogni nostro agire è mosso da un cercare qualcosa, a meno che si stia fuggendo, allora non è un agire, ma un fuggire e normalmente il nostro agire non è un agire, è piuttosto un fuggire, una reazione, non un’azione. (www.gesuiti-villapizzone.it)
sabato 2 dicembre 2017
Diversi livelli di pace - 2
Un livello più profondo di pace è quando si
raggiunge il proprio “essere fatto
per…”. Ad esempio l’intelligenza che arriva a una soluzione di un problema.
L’intelligenza è fatta per rielaborare i problemi; dal momento che
l’intelligenza rielabora, risolve, trova la strada, alla fine ecco che gusta la
pace: «Finalmente sono in pace!». Pensate a qualcuno che si diverte con la
Settimana Enigmistica e che non si dà pace fino a quando non trova la soluzione
a quel rebus. E sapete come fanno alcuni giornali? Pubblicano la soluzione la
settimana dopo, per cui se vuoi metterti in pace devi comprare il numero
successivo della rivista. Perché? Perché ti è rimasto qualcosa di sospeso,
qualcosa che non ti lascia in pace. Ecco l’intelligenza (che è già un elemento
più profondo del corpo), arriva alla pace nel momento in cui raggiunge il suo
“essere fatto per...”, che è ragionare, trovare la soluzione, la risposta e
così via.
Anche la volontà, che è
un elemento più profondo dentro l’uomo, trova la pace quando raggiunge il suo
“essere fatto per…”. Ho un progetto, ho una meta da raggiungere, e non sono in
pace fino a quando non la raggiungo. Voglio realizzare quello, voglio
raggiungere quel titolo, voglio raggiungere quel posto, voglio costruire,
realizzare quella cosa; c’è un progetto dentro di me, che può essere un
progetto materiale, ma può essere anche un progetto interiore e la volontà è in
movimento. La volontà è la facoltà che organizza tutte le mie capacità, in
funzione di quel risultato. Quindi mi organizza il corpo, l’intelligenza, le
risorse di tutti i generi, anche risorse che posso reperire all’esterno, quindi
altri che mi aiutano in funzione di raggiungere quel risultato. La volontà
quindi fa il suo lavoro di organizzazione e quando ho raggiunto il risultato:
«Ecco adesso sono in pace, sono arrivato dove volevo arrivare!», questo “essere
fatto per...”, corrisponde alla finalità di un essere. (dalla relazione “La pace: benessere dentro di sé” svolta dal prof. Ezio Risatti presso l’Associazione di volontariato Chicercatrova
onlus – Torino).
mercoledì 22 novembre 2017
Diversi livelli di pace - 1
Esistono diversi livelli di pace. Il primo corrisponde ad una assenza di problemi, assenza di difficoltà, assenza ad esempio di
guerra. La pace tra i popoli, ad esempio. La pace che tante volte hanno firmato
i governi, i capi, era la fine di una guerra, quindi “un periodo di pace con
un’assenza di guerra”. Ma questo concetto di “assenza” non è solo per
Iscriviti a:
Post (Atom)
Creatività
L' invenzion e in campo letterario si presenta come un insieme armonico di intelligenza e sensibilit à, in cui gioca un ruolo importan...
-
Un livello più profondo di pace è quando si raggiunge il proprio “ essere fatto per…” . Ad esempio l’intelligenza che arriva a una solu...
-
L' invenzion e in campo letterario si presenta come un insieme armonico di intelligenza e sensibilit à, in cui gioca un ruolo importan...
-
La povertà più profonda è l'incapacità di gioia, il tedio della vita considerata assurda e contraddittoria. Questa povertà è oggi molt...

